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Il bambino che parlava con la luce – Maurizio Arduino: costruire porte nel buio

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In questo articolo voglio parlarti del romanzo Il bambino che parlava con la luce di Maurizio Arduino, raccontandoti come l’autismo possa aiutarti a cambiare prospettiva nella tua quotidianità.

Sei pronto? Frenata la carrozzina?

Iniziamo.

Maurizio Arduino: l’uomo al di là della professione

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Il bambino che parlava con la luce – Maurizio Arduino

Maurizio Arduino è uno psicologo e psicoterapeuta responsabile del Centro Autismo e Sindrome di Asperger (C.A.S.A.) di Mondovì, in provincia di Cuneo.

In questo libro racconta quattro storie di bambini con disturbi dello spettro autistico:

  • il bambino che parlava con la luce
  • la bambina delle corde
  • correndo sul campo di battaglia
  • un mondo di numeri

Ma lo fa con una particolarità.

Arduino racconta le difficoltà quotidiane, la gestione e le paure non solo delle famiglie, ma anche di chi lavora a fianco di queste persone.

Il punto di vista è differente.

Come responsabile del Centro, dove questi bambini vengono seguiti, ci racconta lo sguardo dell’uomo di fronte al lavoro quotidiano con queste parole.

Allora era un po’ come trovarsi in un tunnel ed essere concentrati sull’attesa della luce che ne annuncia la fine, e quello che c’è dentro il tunnel, che poi è la vita reale del bambino e della famiglia, non riesci a vederlo, o meglio, lo intravedi simile a un macigno che ostruisce il passaggio e che per prima cosa va trasformato in una porta (pag. 25)

Ed è proprio questo il lavoro: la trasformazione.

In altre parole, costruire porte nel buio del tunnel.

Ma come si fa?

Il bambino che parlava con la luce: la prospettiva per il cambiamento

Lavorare con bambini con disturbi dello spettro autistico vuol dire affrontare costantemente una sfida complessa, fatta di soddisfazioni ma anche di fallimenti.

Genitori, sorelle, fratelli, insegnanti, educatori professionali ed amici diventano gli operai fondamentali impegnati in questo compito difficile: costruire porte nel buio.

Ma esistono delle istruzioni?

Arduino risponde così.

I libri riportano le tecniche utilizzabili per affrontare un problema, ed è importante che uno psicologo o un terapista le conosca e le sappia applicare, ma il risultato dell’applicazione dipende da molti fattori. Le persone, per esempio, sono una variabile fondamentale. Il loro modo di pensare e di comportarsi, le loro reciproche relazioni e le emozioni che mettono in gioco costituiscono le materie prime da amalgamare per raggiungere lo scopo. (pag.92)

E per fare ciò, per affrontare un cambiamento, occorre utilizzare una comunicazione efficace con la famiglia ed un atteggiamento empatico.

In altre parole, cambiare prospettiva.

Avevo insomma la sensazione che una sperimentata metodologia di trattamento dell’autismo potesse fallire perchè non teneva conto di una variabile fondamentale: le emozioni, i sentimenti, i pensieri che la metodologia stessa evocava nei genitori. L’efficacia di un intervento educativo e l’uso di una tecnica testata scientificamente non sono indipendenti dalla persona che li applica.

E come raggingere lo scopo di vedere questa efficacia?

Trasformare i limiti in risorse per vedere la luce nel tunnel

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Foto di 3402744 da Pixabay

Quando ci si trova di fronte a grandi difficoltà, spesso imcomprensibili, fatichiamo ad individuare una soluzione, non è vero?

Arduino, di fronte alle problematiche con bambini autistici, afferma che c’è solo un modo per trovarla.

la profonda comprensione del bambino e la capacità di vedere con i suoi occhi. (p.113)

È questo il denominatore comune che accompagna ogni azione.

Cosa vuol dire?

Comprendere a fondo il limite guardandolo da un’altra prospettiva per trasformarlo in una risorsa.

Come si fa? E come applicare tutto questo nella nostra vita?

Lo spiega bene Arduino riferendosi ad un bambino.

Senza l’acqua e un terreno concimato, nessun seme può diventare una pianta. O, almeno, una pianta capace di esprimere le proprie potenzialità. (p.108)

Che tu ci creda o no, abbiamo tutti un potenziale dentro di noi.

Possiamo iniziare a concimare oggi stesso il terreno quotidiano che viviamo.

Come?

Scegliendo quali input esterni hanno il potere di contaminarci. Selezionando le informazioni a cui abbiamo accesso.

Quali pensieri ci ripetiamo ogni giorno, quali persone frequentiamo più spesso.

E se abbiamo bisogno di un aiuto, essere in grado di chiederlo.

3 motivi per leggere Il bambino che parlava con la luce di Maurizio Arduino

Ho letto questo libro poco dopo aver iniziato a lavorare con persone con disturbi dello spettro autistico. L’ho trovato davvero pieno di spunti interessanti.

Ecco 3 motivi per leggere Il bambino che parlava con la luce:

  1. non conosci l’autismo e vuoi comprendere il mondo che gli ruota intorno;
  2. sei un insegnante, un educatore, un genitore, un amico o un conoscente di una persona con autismo e vuoi comprendere cosa vuol dire affrontare le difficoltà quotidiane da un punto di vista differente;
  3. se credi, o vorresti credere, che anche i limiti più gravi possono diventare risorse per raggiungere un obiettivo.

Se vuoi leggerlo, lo trovi a questo link su Amazon: https://amazon.to/arduino

Ti segnalo un altro articolo della rubrica Rolling Books:

Spero che questo articolo ti abbia incuriosito verso la lettura di questo libro così profondamente umano. Se lo leggerai, fammi sapere cosa ne pensi con un commento.

Un abbraccio,

Francesca

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